ATHLETIC CLUB: Simón; Areso, Yeray (46' Paredes), Laporte, Berchiche; De Galarreta (60' Jauregizar); Gerenabarrena, Navarro (60' Johaneko), Sancet, N. Williams (76' Guruzeta); I. Williams (66' Berenguer). All. Terzić Atletico: Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Grimaldo; Simeone (76' Romero), Barrios, Hjulmand (76' Koke), Lookman (59' Ortiz); Kang-in (59' Alvarez), Baena (76' Cardoso). All. Simeone gli highlight di Athletic Club - Atletico Madrid
L’Athletic si sblocca anche in casa, dopo la rapina mano armata subita all’esordio stagionale contro il Siviglia e regola con un secco 3-0 i colchoneros di Simeone. Terzić conferma Iñaki da numero 9 e cambia soltanto due pedine rispetto all’11 che aveva triturato a domicilio il Celta: Yeray (sostituito all’intervallo con Paredes dopo una brutta capocciata) e Nico Williams.
Il primo sussulto è degli ospiti, dopo soltanto due minuti: Kang-in Lee serpeggia in area di rigore e col destro, il piede meno nobile, centra il palo lontano; la sfera attraversa pericolosamente tutto lo specchio ma non entra.
L’Athletic risponde poco dopo il quarto d’ora di gioco: Areso crossa arretrato per Navarro, che dal limite svirgola la conclusione, il pallone arriva quindi a Sancet che ci prova prima di destro, centrando un difensore e poi di sinistro, colpendo l’esterno della rete.
L’Atletico torna a farsi vedere proprio allo scadere della frazione con Barrios che, da posizione assai defilata, colpisce un altro palo e poi anche Simón, fortunato nella carambola che si genera.
Neanche il tempo di accorgersi che il sicario di giornata ha fischiato l’inizio della ripresa che i Leones mettono la testa avanti: Sancet tiene in campo un pallone quasi perso e fa ripartire Nico e Navarro, con quest’ultimo che serve Iñaki; il 9 rientra sul sinistro e calcia non benissimo, ma la deviazione di Hancko aggiusta il pallone per l’accorrente Nico, che di testa trafigge Oblak. Secondi trascorsi sul cronometro: appena 30.
L’Atletico batte ma Simeone Jr è subito circondato da Yuri e Williams Jr, che propizia un altro recupero e serve suo fratello, a sua volta bravo a vedere e premiare la corsa di Navarro. Il 2-0 di Robert è una delizia, sia per il sinistro chirurgico sul palo lontano che non lascia scampo a Oblak, ma soprattutto per il sublime stop di destro che manda il povero Grimaldo dritto al bar. Secondi trascorsi sul cronometro dalla ripresa del gioco: stavolta quattordici!
Come il malcapitato Giraldez prima di lui, anche il sempre simpatico Simeone prova la carta della disperazione, inserendo contemporaneamente Romero, Ortiz, Koke e il povero Julian Alvarez, intristito per non essersi potuto unire alla squadra più sculettante del globo terracqueo e in rotta con tutto l’ambiente. Terzić non si scompone e passa subito alle contromisure, con Jauregizar per De Galarreta; ma soprattutto, poco dopo, richiama in panchina anche Iñaki e uno stanco Navarro per Berenguer e Johaneko. Il francese va a fare il quinto a sinistra di una difesa a 5, con grande licenza però di sganciarsi ed esibirsi in un paio di slalom, mentre Sancet diventa il riferimento più avanzato. Queste mosse permettono di arginare ancora meglio i continui raddoppi che i colchoneros provano a generare sulle corsie esterne e il forcing ospite partorisce il classico topolino, con Simón che fa giusto una bella parata sul sinistro violento di Alvarez.
Terzić ultima allora le sostituzioni, levando Nico per Guruzeta. Proprio Guru offre un bel cioccolatino per la corsa dell’inesauribile Gerenabarrena, che da destra mette in mezzo e trova una leggera deviazione; il pallone giunge perfettamente sul dischetto del rigore per l’accorrente Sancet, che prende completamente in controtempo il portiere sloveno e piazza il punto esclamativo a pochi istanti dal novantesimo.
Due vittorie in fila dunque per l’Athletic, condite da altrettanti prestazioni importanti e i motivi per sorridere sono davvero tanti. Intanto anche stavolta i Leones sono apparsi fisicamente superiori all’avversario, chiudendo meglio anche alla lunga distanza e trovando prestazioni importanti da praticamente tutti gli interpreti. Difficile infatti individuare uno o due migliori in campo e impossibile non notare l’abnegazione difensiva per esempio di Nico che, in una giornata non stellare nella metà campo offensiva, di fatto perfeziona i recuperi che portano alle prime due reti.
Certo, non è mancato un pizzico di fortuna ma, dopo un primo tempo equilibrato, nel secondo l’Athletic ha piallato l’avversario sul piano del gioco e dell’intensità.
Azzeccati e fatti coi tempi giusti i cambi da parte di Terzic, che dimostra una certa flessibilità tattica, un po’ mancata negli anni precedenti. L’irruzione di forze fresche come Gere, Johaneko e Canales, sperando si confermino sul lungo periodo, porta peraltro in dote problemi quasi di abbondanza, permettendo di poter recuperare senza frenesia elementi come Prados e la migliore versione di Jauregizar. Una volta andata avanti nel punteggio, la squadra è stata capace di reggere agli attacchi dell’Atletico (come del Celta) senza andare quasi mai in affanno e concedendo davvero poco.
Infine, un Sancet che non solo ritrova il gol ma che soprattutto sembra migliorare fisicamente di partita in partita, reggendo benissimo i 90+ minuti, cosa letteralmente impensabile la scorsa stagione.
Ora piedi ben piantati per terra per il trittico di partite che precedono la lunga, evitabile ed estenuante pausa per nazionali: Elche e derby con il sorprendente Alavés a San Mamés, due partite da non sbagliare e intervallate dalla trasferta contro il Levante.
Antonio Mancuso